Nell’intera produzione di Serasini i dipinti e le sculture rappresentano sia una fase progettuale per opere più complesse, a cui tutti gli altri progetti sono in qualche modo collegati, sia interventi autonomi organizzati come ciclo aperto.
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Sedia, Puntasecca, 15x12 cm, 2021 |
LS – Tutto è
partito dalla nuvola. Il primo elemento a cui ho legato la nuvola è il matto
appeso, con l’ombrello che raccoglie l’acqua invece di proteggersi. Una figura
molto surreale. Questo è un progetto surreale, il sogno e la magia come
evocazione di un mondo diverso, in cui le leggi fisiche spesso non trovano
posto. La sedia, beh! Il design delle sedie per me è molto importante. Le sedie
sono molto belle. Un oggetto per noi essenziale. Da seduto fai tante cose: ci
lavori, ti riposi. La nuvola sulla sedia si riposa, ad esempio. E’ surreale.
Poi ho scoperto negli anni che Ionesco ha scritto una farsa tragica, Le sedie. In realtà è un omaggio
Ionesco. E’ un progetto leggero, pittura, disegno. Mentre gli altri progetti sono
più complessi ad esempio TheMarconisti
sono sculture, installazioni, Le costellazioni che proseguirò a dicembre è
soprattutto un progetto di Land Art.
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Le nuvole, sedie 2020- # acrilico su carta 100x70 cm |
ARC – Leggevo
sul tuo libro Decade che Le nuvole, le sedie nasce come una sorta
di reazione alla pandemia. Un momento di leggerezza.
LS – Quella è
la prima nuvola che è l’errore (N.d.R. indica una tela su cui è dipinta una
nuvola rossa) poi ne parlerà Alessandro (N.d.R. Pingitore). In realtà ci stavo
facendo qualcos’altro, non mi piaceva. Pittura ad olio, stavo cercando di
levarla, non veniva via. Ho avuto una folgorazione, quella è la prima nuvola.
Poi il matto appeso, poi altre figure come lo spadaccino che fende l’aria,
l’Afrodite che si allaccia il sandalo. La Tanagrina
è una statuina di terracotta che mi ha sempre affascinato.
ARC – In tutti i tuoi lavori è presente il mito, il suo raccontarsi. Proprio come per quella umanità arcaica che ha costruito i miti guardando il cielo, anche il tuo racconto ha inizio guardando verso l’alto. Il tuo ciclo più lungo è Costellazioni. Come nasce?
LS – Anche quello
viene da un altro progetto, da una costola del lavoro sui tori. Dipingevo tori
rossi in mandria. Dai dipinti sono arrivato ad una installazione, 11 tori due
metri ciascuna che venivano fuori dal prato (2011).
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Costellazione del toro, 2013, Land art, 200mx80m Montegemoli (PI) |
ARC – Dove?
LS – A
Montegemoli. La mia palestra è stata M’arte,
(N.d.R. Montegemoli arte, Pomarance, (PI) Due anni dopo mi hanno chiesto di
fare un’altra installazione, ho pensato di fare la Costellazione del toro. Avevo fatto un progettino da fare in una
piazza, poi invece mi hanno dato una collina. Ho detto ok. Sono molto spesso
incauto. Dovevo fare un quadro del toro, forse un po’ più grande. Il problema è
che dalla piazzetta del paese, sulla collina, cinque metri corrispondevano alla
larghezza di un pollice.
ARC –
Piuttosto grande.
LS – Ho dovuto
trovare altre forme, un modo per compensare la prospettiva. La collina non è
una forma piana. Con un mio collaboratore, amico fraterno, Massimo Giannoni,
abbiamo usato il tessuto non tessuto, con due squadre di persone che comandavo
con la radio dal punto di osservazione nella piazza. Il lavoro è stato compensare
la prospettiva rispetto alla collocazione delle stelle. E’ diventata 150 metri.
Le stelle illuminate di notte, con i led. La prima costellazione.
ARC – Per la presenza del racconto mitico, del tessuto, la montagna mi evoca Legarsi alla Montagna di Maria Lai.
LS - Quello è un lavoro che mi piace moltissimo.
ARC – Però
l’uso del TNT ti ha dato tutta una serie di nuove opportunità. Da quel momento
in poi, le altre costellazioni, anche in pianura e in altre condizioni le hai
realizzate in TNT.
LS – Sì, sì.
Anche perché il TNT costa meno. Le prime sono state tutte autofinanziate, poi
da Pegaso, che ho fatto sempre a
Montegemoli, fino all’anno scorso in Austria c’è stato un finanziamento, ho
continuato ad usare il TNT però industriale, più resistente.
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Pegaso 10 storie per dieci stelle, 2016, Land art 100mx50m Montegemoli (PI) |
ARC – Visto
che l’hai nominato, parliamo di quest’ultimo progetto in Austria.
LS – E’ nato da
un gioco.
ARC - Una sorta di caccia al tesoro.
LS – Nel
distretto di Lungau, Salisburgo. Sankt Michael. Un festival. 15 installazioni
distribuite in un territorio di cinquemila metri quadrati.
ARC – I
dispositivi di comunicazione sono elementi importanti nelle tue installazioni,
quando sono apparsi per la prima volta nel ciclo delle Costellazioni?
LS – A me è
sempre piaciuta l’interazione attiva, la partecipazione attiva del visitatore.
Già avevo fatto un opera interattiva, un light box nel quale vedevi il mare,
solo se ti avvicinavi vedevi un barcone con delle persone a bordo, dei
naufraghi. Ho studiato telecomunicazione, ho fatto elettronica, informatica. I
telefono sono arrivati nel 2016 con Pegaso
10 storie per 10 stelle. Dieci telefoni, ognuno accanto ad ogni stella
principale, raccontavano dieci storie delle stelle, in maniera divertente. I
nomi delle stelle sono quasi tutti arabi, mentre i nomi delle costellazioni
sono quasi tutti greci e i nomi dei pianeti quasi tutti romani. Ne cielo c’è
scritta quasi tutta la dominazione del Mediterraneo.
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Pegaso 10 storie per dieci stelle, 2016, Land art 100mx50m Montegemoli (PI) |
ARC - E’ un inseguirsi della narrazione attraverso i popoli, attraverso il mare, attraverso il racconto. E' sempre un momento di attivazione in tutti i tuoi lavori.
LS – Il racconto è importante. Mi piace raccontare storie. Nelle Costellazioni ad esempio il significato del nome molto spesso è legato alla posizione della stella nella costellazione, nel disegno dell’animale. Nel Pegaso la stella Algenib è il fianco o l’ala, Baham il giovane del bestiame ecc.,
ARC – Torniamo a TheMarconisti. Nelle Costellazioni racconti al telefono storie di stelle, in TheMarconisti aspiri a comunicare con l’intero Universo?
LS – Anche
quello nasce come costola del progetto Costellazioni.
I primi disegni delle scale, erano scale normali, non sghembe come poi ho
fatto, in cui in cima mettevo un omino che prendeva le stelle. Su suggerimento di una cara amica
Eleonora Raspi, una curatrice, ho tolto l’omino. In seguito è diventato un
progetto installativo.
ARC – Anche se non lo espliciti, in tutti i tuoi lavori c’è un elemento
magico. Come andrà avanti questo progetto? A cosa aspiri?
LS – Ho davanti a me tre o quattro anni di sviluppo. Prima di tutto lo sviluppo delle pietre. Sto cercando di realizzare dei poliedri, sia in polistirolo rivestito di cemento, che altri materiali, al momento sono sperimentazioni. L’idea per il prossimo anno è quella di creare un poliedro smontabile, di due metri per due metri e realizzare delle scale più grandi così da collocarle anche in esterno.
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TheMarconisti, 2023- #, materiali vari, scultura |
ARC – Al momento TheMarconisti è ancora a livello di progetto in progress. Hai realizzato disegni, sculture, alcuni elementi di comunicazione, presentato Una giornata da Marconista con Marco Ricci del Mastro, allo Studio Elisi, lo scorso ottobre e Le scale, gli ascoltatori: grafica, sculture, installazioni qui in studio la scorsa primavera.
LS – Come tutti ho tanti maestri. Ma per come hanno condotto e studiato i loro progetti, sono dei grandi maestri.
ARC - Lavori sempre in collaborazione, il che ti permette di allargare le conoscenze ad altre altre discipline. I tuoi progetti sono sempre in collaborazione con scienziati,
musicisti, tecnici altamente specializzati. Spesso devi affrontare i problemi
burocratici di ambienti che non sono i tuoi. Quando hai realizzato “Frange di
interferenza” 2021 interferometro VIRGO a Cascina (PI) di sei scontrato con un
mondo e una burocrazia che non ti appartengono. La costellazione
sulla collina, per quanto complessa è sicuramente meno difficoltosa.
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Fasi di test, Frange di interferenza, 2021, VIRGO antenna, Cascina (PI) |
LS – Questa è la
mia esperienza. Quando ti confronti con delle grandi organizzazioni è
sicuramente tutto più difficoltoso. L’altro progetto grosso è stato all’ Enel Green Power nel 2018, la centrale
geotermica di Larderello (PI). Ci sono voluti due anni per realizzare una
videoproiezione sulle torri. I bandi per l’acquisto dell’attrezzatura, i tutto
ciò che serve.
ARC – Sono cicli
aperti. Questo modo di operare fa crescere anche i progetti.
LS – Più li
vedo fuori e più li vedo in grandi dimensioni. Sono radicale in questo, per me
la Land Art non è un’installazione di sette metri per sette, dove ci puoi
girare intorno, per me il minimo è cinquanta metri per cinquanta metri, che si
apprezzi quanto siamo piccoli di fronte all’universo.
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TheMarconisti,2013- #, materiali vari, scultura |
ARC – Sono
difficilmente visibili nel loro insieme, devi comunque stare ad una certa
distanza?
LS – La Costellazione Toro, sì. La potevi vedere
solo da lontano, però ho sperimentato che la distanza fisica crea una certa
distanza di partecipazione. L’esperienza non è stata poi così interessante. Da Orione, che ho realizzato due anni dopo,
le persone potevano camminare lungo le stelle, usare i telefoni. La
partecipazione avvicinava alla comprensione.
ARC – La
visone totale però ce l’hai ad una certa distanza.
L.S. – La
posizione ottimale è avere un piano, dove le persone possono camminare,
immergersi nell’installazione e poi un punto più alto da cui vedere il totale.
ARC – L’esperienza
relazionale interattiva e la visione totale dell’installazione sono dunque due
esperienze separate, da vivere in due momenti diversi.
L.S. – Certo.
ARC
Per approfondire:
Sito ufficiale: https://www.lucaserasini.it/home/
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