mercoledì 2 luglio 2014

“Retentissement” Marcello Scalas. Pixels of Identities – Venice 2014

Marcello Scalas, Retentissement, 2014.
Nelle opere di Marcello Scalas è assente un qualsiasi un nucleo identitario. Questa assenza innesca nel pubblico l’esigenza di costruire immagini nello spazio del reale, caratteristica usuale in cui ogni essere umano trova la propria espressione.
 Attraverso le connessioni tra il proprio conosciuto e l’immagine che si trova di fronte, lo spettatore è condotto alla ricerca di un senso, anche se ciò che di strutturale viene a conoscere è approssimativo. Attraverso l’incompiutezza del significato Marcello Scalas innesca un meccanismo di costruzione e ricerca continua.
Scalas ha realizzato “Retentissement” (2014), per “Pixels of Identities – Venice”, una sezione di Morphos Festival di architettura, fotografia, video art, installazione e performance, a cura Luca Curci, che si articolerà in diverse mostre ed eventi da giugno a novembre, durante la Biennale di Architettura 2014.
Pixels of Identities– Venice ha aperto il festival il 06 giugno presso Palazzo Albrizzi a Venezia.

Retentissement (2014) (concetto del filosofo G. Bachelard per indicare immedesimazione) rimanda all’idea di una partecipazione diretta alla vita dell’immagine, porta lo spettatore ad immaginare attraverso le immagini stesse. L’inafferrabilità di ciò che si viene a conoscere dell’opera d’arte, in quanto priva di elementi biografici o implicazioni sentimentali, ci conduce ad una totale indeterminatezza di senso, ciò induce il fruitore ad un continuo ritorno all’opera. L’esperienza estetica è destinata, quindi, ad oscillare tra <<l’attesa della comprensione>> e <<l’indefinitezza di ciò che deve essere compreso>>.
Il nomadismo dei linguaggi è l’espressione più chiara del pensiero di Scalas, non è nella pratica o nella risoluzione dell’opera oggettuale che si esplicita, bensì in una continua ricerca di significato.

ARC

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