lunedì 30 giugno 2014

Teatro e dintorni. Start Livorno (seconda parte)

Le gallerie coinvolte in Start Livorno sono: Gallerie21, Galleria Le stanze, Studio Architettura 70m2, Galleria Giraldi, Centro Arte Guastalla, Studio d’arte dell’800, Associazione Culturale Factory.
Tra le cose viste in questo giro per Livorno due o tre mi hanno colpito.
Galleria Le stanze. Una collettiva per certi versi didattica, nella parte più antica, un bignami dell’arte livornese da Natali, Benvenuti, Romiti a giovani artisti come Fabio Leonardi, Enrico Bacci, Francesco Ermini, Edoardo Luchini, Federico Silvi. Quest’ultimo particolarmente interessante per i materiali e la pratica adottata in funzione di un sostegno concettuale interessante. Durante la curatela de “Le fondamenta degli Incurabili” 2013, l’artista Giusy Calia mi fece entrare nel fantastico della pareidolia: un processo psichico che consiste nell’elaborazione fantastica di percezioni reali incomplete, con il proposito di dar corpo ad immagini ingannevoli, dotate di una nitidezza materiale, ad esempio l’illusione che si ha guardando le nuvole, o le macchie su un muro. E’ quello che accade a Silvi che pone in relazione, completando la macchia, forme e figure casuali a oggetti o immagini note. www.gallerialestanze.it
Galleria 21. Opere di un artista storico Salvatore Emblema dal 1968-2006.
Alcune opere della precendente mostra di Francesco Pelleschi (U.S.A. 1978-87) hanno completato piacevolmente il percoso. www.gallerie21livorno.com

L’ultimo giorno visita ad uno spazio interessante 70m2 Studio Architettura, uno spazio dedicato all’arte e al design. Pochi eventi l’anno, nel resto del tempo è uno studio di architettura. La mostra per questo Start Livorno è Io-Robot di Andrea Locci. Assemblaggio di oggetti di uso quotidiano per dare vita ad un esercito di robot. I più interessanti sicuramente quelli ti tipo zoomorfo. www.70m2.it

Non mi sono soffermata su questo aspetto di Start Livorno, perchè mi piacerebbe capire se esiste una scena più off, fuori dalle gallerie commerciali, artisti giovani o diversamente giovani sperimentatori e ricercatori.
Questo aspetto è sicuramente presente nel teatro. L’ Associazione di promozione sociale Malasemenza al Teatro Florenskij ci ha piacevolmente spolverato un bel “Gabbiano” di Cecov. Quello che dovrebbere essere un saggio, ma giustamente definito da Ventriglia uno spettacolo a tutti gli effetti, ha portato Cecov nella dimensione della ricerca, del gioco. Purtroppo non conosco i nome degli altri attori che con Silvia Garbuggino e Gaetano Ventriglia hanno riempito tre ore di spettacolo in un minuscolo spazio e un appasionato pubblico. Due attrici sicuramente su tutti mi hanno affascinato: le due che nel primo atto interpretano Nina e Konstantin Gavrilovič. Splendida mimica, un cosidetto difetto di pronuncia superbo per entrambe. Riempivano la scena.
Ventriglia rende i classici quello che sono, contemporanei sempre.
Lo scoprii a Sassari nella rassegna Marosi di Mutezza a cura di Meridiano Zero con “kitèmmùrt” 2005. Per anni “Offeliaa vattene in gonvendo!” (accento pugliese del nostro Amleto) è stato il tormentone di almeno due de Le Gioconde (una sono io).

ARC

1 commento:

  1. Buon inizio, attendo con ansia altri tuoi post.
    Roberto.

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