lunedì 30 giugno 2014

Combat Prize. Start Livorno (prima parte)

Adolfo Wildt,
 Maschera di Vittore Grubicy de Dragon,
 
1922
In questi giorni, come ho gia detto nel post precedente, sono accadute molte cose, tra queste una settimana di eventi a Livorno.
L’associazione BlobART cura da cinque anni un premio per l’arte contemporanea il Combat Prize. Dallo scorso anno è presente una manifestazione detta Start Livorno, un progetto espositivo che coinvolge diverse realtà attive nel circuito dell’arte moderna e contemporanea, differenti storie culturali, prospettive e ricerca nel territorio labronico. www.startlivorno.it
Tanta roba. Cercherò di darmi un ordine.
Premio Combat Prize. Le opere selezionate dalla giuria sono una ottantina, su 1300 e rotti. Le opere sono dislocate, organizzate per sezioni, tra i due musei della città. La sezione installazione e scultura al Museo di Storia Naturale del Mediterraneo; video, fotografia, grafica e pittura a Villa Mimbelli: Museo Civico Giovanni Fattori e Granai. Oltre alla giuria di esperti che ha decretato i vincitori, una giuria popolare ha potuto esprimere un giudizio, attraverso una scheda che gentilmente ci veniva fornita durante la visita.
Ho visto le opere due volte consecutive: l’inaugurazione e il giorno successivo. Come al solito, e non è un problema di grandi o piccoli eventi, i video hanno sempre ritardi d’accensione.
Cosa ho trovato interessante? Gusto personale: Noam Ben-Jacov, Marco Dapino, Luca De Angelis, Mei Ziqian, Carlo Colli, Charly Nijensohn e altri che non ricordo perchè non ho segnato i nomi. Questi mi hanno colpito e me li sono scritti.
Il resto della settimana. Un interessantissimo incontro con Alessandro Del Lago e Serana Giordano (da leggere il suo “Disimparare l’arte. Manuale di antididattica”, Mulino) argomento “L’Artista e il potere”, disamina dei vari e rapporti tra gli artisti e i differenti poteri. Illuminante, interessante, coinvolgente.
I giorni successivi un tour per le gallerie di Livorno. Partenza con la Fondazione Livorno. Visita guidata alla collezione della Cassa di risparmio. Una collezione molto Livornese nella sua struttura: macchiaioli, movimento divisionista. La sala più coinvolgente nella sua interezza è sicuramente quella dedicata a Vittore Grubicy de Dragon. Affascinante, decadente, non fosse altro per la presenza di una maschera marmorea, ritratto di Grubicy, che giganteggia la sala e fa da contrappunto ai dipinti di sapore simbolista e decadente. Realizzata nel 1922 da Adolfo Wildt, su commissione di Benvenuti, lasciata alla Fondazione in comodato d’uso. www.fondazionelivorno.it

Non so quante opere contemporanee possieda la Fondazione, la visita guidata prevedeva la visione dell’800 e 900, ma di passaggio ho potuto osservare una serie di Giovanni Campus (non ho segnato la data) e una recente opera di Gianfranco Baruchello “Perdita di qualità - perdita di identità”, progetto dell’artista con associazione Carico Massimo, esposta a Livorno negli spazi Via della Cinta Esterna 48/50. Per approfondimenti Vedi www.caricomassimo.it. E’ ancora visitabile, per qualche ora Jacopo Benassi, “MEIWO, a concept for a book made in Guangzhou, China”. (non fa parte di start Livorno, ma è importantissimo non essere fiscali quando si seguono i propri pensieri).
ARC

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